Tutti abbiamo sentito nominare almeno una volta nella nostra vita Jack lo Squartatore, colui che negli anni a venire si pose come modello per il serial killer, ispirando migliaia di storie tra libri, film e serie televisive.

È il 1888, e i londinesi vedono a Whitechapel (quartiere dell’East End) il susseguirsi di una sanguinosa tragedia dopo l’altra:
- 03:45, venerdì 31 agosto: Mary Ann Nichols (43 anni)
- 06:00, sabato 8 settembre: Annie Chapman (47 anni).
- 01:00, venerdì 30 settembre: Elizabeth Stride (44 anni)
- 01:00, venerdì 30 settembre: Catherine Eddowes (46 anni).
- 10:45, venerdì 9 novembre: Mary Jane Kelly (25 anni).
Le cose che accomunano queste donne sono due: la professione, infatti sono tutte prostitute; e la causa della morte, tutte vengono prima violentemente sgozzate (quasi fino alla decapitazione), poi mutilate al ventre e alle parti intime, in seguito vengono asportati gli organi interni, e poi nuovamente mutilate, questa volta al volto. Sono le uniche vittime confermate del nostro misterioso serial killer, seppure le ipotesi portino a ritenere che possono essere anche 16. Queste morti creano dei sospetti negli investigatori di Scotland Yard, si inizia a pensare che dietro a questi atti ci sia la mano di una singola persona. Thomas Bond, medico forense e profiler del caso, crea un profilo di questo individuo: un uomo fisicamente prestante, audace e imperturbabile al tempo stesso. Un individuo apparentemente innocuo, forse di mezza età e ben vestito, probabilmente con un mantello. Egli ipotizza anche una condizione chiamata satiriasi, una devianza sessuale identificabile con l’ipersessualità. Inoltre ritiene che il sospettato non abbia alcuna conoscenza anatomica: non può dunque essere un chirurgo o un macellaio, a causa della mancata precisione nei tagli. Bond attribuisce una natura sessuale agli omicidi, pur senza violenza sessuale, associata a elementi collerici e di apparente misoginia.

Durante questo periodo nero la polizia ricevette numerose lettere riguardanti questo individuo, alcune di persone ben intenzionate che tentavano di fornire informazioni, altre impersonando l’assassino; la maggior parte di queste lettere fu ritenuta non attendibile, tranne tre di queste:
- “Dear Boss”: datata 25 settembre e ricevuta il 27 dalla Central News Agency, fu la prima a riportare la firma di questo “Jack the Ripper”, ma non fu considerata attendibile dalla polizia
- “Saucy Jack”: ricevuta il 1° ottobre, dove Jack annuncia l’uccisione di due vittime nella stessa notte, cosa che effettivamente accade la notte del 30 settembre
- “From Hell”: ricevuta da George Lusk, capo della commissione di vigilanza del quartiere. Questa lettera era accompagnata da una scatola contenente mezzo rene umano conservato in alcol etilico, rene che fu identificato come appartenente a Catherine Eddowes

Gli anni passano e nella nostra storia arriva il 2007, quando un ricercatore inglese chiamato Russell Edwards compra dal discendente di un poliziotto uno scialle appartenente alla scena del crimine di Catherine Eddowes. A questo punto Edwards decide di eseguire un esame del DNA mitocondriale sullo scialle, confrontandolo con quello di un discendente, il pro-pro-nipote del fratello maggiore di un certo Aaron Kosminski, trovando una somiglianza quasi perfetta. Aaron era un immigrato polacco che lavorava come barbiere a Londra, fino a quando non venne rinchiuso in manicomio nel 1891 con una diagnosi di schizofrenia. Aaron già all’epoca combaciava quasi perfettamente con il profilo dell’assassino: un barbiere, per la capacità con i coltelli ma senza le conoscenze anatomiche; il fatto che abbia minacciato sua sorella con un coltello, sottolineando questo carattere misogino, violento e collerico.
In seguito a questa apparentemente sconvolgente scoperta, una certa Karen Miller, che afferma di essere una discendente di Catherine Eddowes, ha chiesto sui social media di riaprire le indagini con l’ausilio delle più moderne tecnologie di analisi del DNA. Miller, rivolgendosi al Mail, invocò la necessità per dare giustizia alle vittime di dare un nome definitivo all’assassino tramite vie legali.
Seppure non scopriremo mai con certezza chi fosse questa figura oscura, è curioso vedere come l’alone di mistero intorno ad essa influenzi ancora oggi il nostro mondo, come Jack lo Squartatore abbia influenzato centinaia di artisti tra scrittori, pittori e registi. Il mistero di Jack ancora oggi provoca in noi un certo fascino malsano per il macabro, come succede con Frankenstein, Dracula e tutti i film horror degli anni a venire.
