Cosa sta succedendo in Siria?

Cosa sta succedendo in Siria?

La notte del 8 dicembre  segnò la fine del regime del «tiranno» Bashar al-Assad, presidente della Siria da 25 anni che aveva “ereditato” il potere dal padre Hafez.

Tredici anni di atroce guerra civile, iniziata nel 2011, che segnato questo paese, vedendo contrapposti vari gruppi armati: inizialmente le forze a sostegno del governo e quelle di opposizione al governo, in seguito altri, fra cui l’YPG e l’ISIS. 

A supporto delle forze governative si sono schierati anche  Hezbollah, Iran e  Russia, intervenendo direttamente nel conflitto. 

La protesta della popolazione contro il regime dittatoriale durante la primavera araba ha portato alla morte di almeno 300 mila persone, metà dei cittadini è stata sfollata dalle proprie case e circa 5,4 milioni hanno cercato rifugio all’estero.  

E stata un’improvvisa offensiva di dodici giorni da gruppi di ribelli guidati dalla milizia islamista, Hay’at Tahrir al-Sham (HTS)  che ha reso possibile la fine di questa guerra.

L’HTS è costituita da una serie di gruppi armati riuniti sotto il nome di Esercito Nazionale Siriano. Il loro  leader è  Abu Mohammed al-Jolani, che  ha incaricato l’ex primo ministro Mohammad Ghazi al-Jalali di supervisionare le istituzioni statali e garantire la continuità dei servizi sociali fino alla fine del periodo di transizione. Al  momento Assad si è rifugiato con la propria famiglia a Mosca, come dichiarato dal ministro degli esteri russo.

Nel frattempo sono stati riaperti i valichi di confine con il Libano, e i profughi siriani stanno iniziando a fare ritorno in patria.  L’Unione Europea si dichiara pronta a sostenere la salvaguardia dell’unità nazionale e la ricostruzione di uno Stato siriano che protegga tutte le minoranze”, afferma Ursula von der Leyen, “L’Ue è pronta a collaborare con il popolo siriano per un futuro migliore”, ribadisce il neo presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa.