Milton

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10 ottobre 2024, Florida, Stati Uniti d’America, colpisce quella che è definita “Tempesta del secolo”: l’Uragano MILTON

Specifichiamo però prima che cos’è un uragano e la differenza con gli altri fenomeni atmosferici più devastanti: cicloni, tornado, trombe d’aria e tifoni.

Uragano, termine che viene coniato per le tempeste più intense, associate a cicloni tropicali che si sviluppano al largo delle coste dell’America del Centro-Nord. Si tratta di un’intensa rotazione ciclonica, la quale non è costituita solo da aria, ma anche di un esteso ammasso nuvoloso, che gira in senso antiorario nell’emisfero nord e orario nell’emisfero sud. Si origina da una perturbazione tropicale preesistente, che evolve prima in tempesta tropicale, poi in ciclone tropicale e, infine, in uragano. Tutto ciò avviene esclusivamente sopra gli oceani.

Per quanto riguarda i cicloni, sono una regione chiusa in cui la pressione è bassa; se questo avviene a basse latitudini si parla di cicloni tropicali, altrimenti di cicloni extra-tropicali.

Per tifone invece si intende qualsiasi tempesta si sviluppi al largo delle coste asiatiche dell’Oceano Pacifico.

Infine, tornado e tromba d’aria indicano lo stesso fenomeno, si tratta di un vortice d’aria molto intenso e potente, ma di limitata estensione, in fortissima rotazione ciclonica, e prende vita dalla nube del temporale.

L’intensità di questi fenomeni è classificata  dal livello più basso (1), fino a quello più alto (5), definito come “catastrofico”, dalla scala Saffir-Simpson che si basa sulla forza dei venti che sono presenti nella perturbazione. E’ stata studiata e realizzata dall’ingegnere Herb Saffir e dal meteorologo Bob Simpson nel 1969.

Gli uragani come i recenti Milton, Helen e Beryl vengono “battezzati” dalla World Meteorological Organization.

Questa ha il compito di scegliere annualmente una lista di nomi, maschili e femminili alternati, per ogni zona del globo.

Esse vengono utilizzate ogni sei anni dopo la loro realizzazione, e, inoltre i nomi di uragani che hanno avuto conseguenze particolarmente distruttive o mortali, vengono sostituiti, perché il loro riutilizzo viene considerato inappropriato per motivi di sensibilità. Per esempio, il nome Katrina non fu più utilizzato dopo il 2005 a causa delle sue conseguenze nefaste, e al suo posto troviamo ora il nome Katia. 

Milton è il nome del più recente uragano considerato uno dei più violenti registrati nell’Atlantico, avvenuto il 10 ottobre 2024 alle ore 02:30 del mattino (ora italiana) a sole due settimane dall’uragano Helene, il più violento mai registrato abbattutosi sulle coste della Florida Occidentale.

Inizialmente Milton colpì le coste della Florida con l’intensità di un uragano di categoria 3 con venti sostenuti fino a 170 km/h, successivamente, alle 04:00 (ora italiana), è sceso alla categoria 2, e infine, alle ore 07:30 italiane, alla categoria 1, generando 27 tornado. La rilevante intensità iniziale dell’uragano Milton è dovuta al fatto che nelle ore precedenti aveva raggiunto la categoria 5 a causa delle alte temperature delle acque superficiali del Golfo del Messico, che anche a inizio ottobre si aggirano attorno ai 28 °C con picchi superiori ai 30 °C. 

Come in ogni caso di pericolo meteorologico, gli abitanti delle zone più a rischio vengono informate e, nei luoghi a maggior rischio, si ordina loro l’evacuazione, ma nonostante questo si sono registrati casi di decesso, come è sicuramente accaduto a causa dell’uragano Milton.

Ma come viene comunicato ai cittadini l’ordine di evacuare le zone più a rischio?

Esistono delle mappe che vengono consultate dai cittadini e che a seconda della situazione, suddividono il territorio in varie aree, ciascuna segnata da una lettera dalla A alla F. Le zone A sono segnate in rosso e sono quelle più a rischio, di conseguenza le prime ad essere evacuate in caso di necessità: in seguito la B, la C e così via fino alla F.

Infine è molto importante ricordare che in queste situazioni di pericolo è fondamentale per tutti mantenere la calma e seguire quanto detto dagli esperti, poiché facendo l’opposto di quanto dicono la probabilità di mettere a rischio altre persone è molto alta.

Nada Skikra e Monia Abidi