Sowa: Racconti di una cittadina della Polonia comunista

Sowa: Racconti di una cittadina della Polonia comunista

Ancora oggi molti di noi occidentali vedono i paesi dell’ex-blocco comunista come paesi arretrati, dove la gente vive in condizioni di quasi assoluta povertà.

Questo punto di vista deviato lo dobbiamo in particolare agli americani ed alla quasi secolare propaganda anti-comunista, propaganda che vedeva il blocco del patto di Varsavia come un mucchio di regimi autoritari.

Ma la realtà è molto diversa, le proteste ed i tentativi di cambiare le cose furono molteplici, e altrettanto furono le repressioni compiute dall’Unione Sovietica o sotto pressione di quest’ultima, come nel caso della Rivoluzione ungherese del 1956, o della Primavera di Praga del 1968, oppure degli scioperi in Polonia a Danzica nel 1970 e nel 1981 (in quest’ultimo caso con Solidarność).

Concentrandoci sulla Polonia, possiamo vedere come le politiche di modernizzazione furono molte, come la Gierkówka (la prima autostrada polacca, che andava da Varsavia a Katowice e inaugurata nel 1976 dal primo segretario del Partito operaio unificato polacco Edward Gierek), o come nel caso dello slogan: “1000 szkół na 1000 lecie” (la costruzione nel 1966 di 1000 scuole in onore del millennio dalla nascita della Polonia; tra cui anche scuole per bambini con disabilità fisiche e mentali).

La scuola elementare durava 8 anni (dai 7 ai 15 anni di età); in seguito vi erano le scuole superiori divise in: 

  • Szkoła Zawodowa: istituto simile al nostro avviamento professionale, senza la necessità di un esame di ammissione e dalla durata di 3 anni
  • Liceum: istituto simile al nostro ginnasio, con la necessità di un esame di ammissione e dalla durata di 4 anni
  • Technikum: istituto simile ai nostri istituti tecnici, con la necessità di un esame di ammissione e dalla durata di 5 anni e suddivisi tra chimico, economico, meccanico ecc.

In tutte queste classi i voti andavano dal 2 al 5.

Oltre alle materie classiche (polacco, matematica, scienze, storia e geografia, fisica, chimica ecc.), vi erano alcuni insegnamenti particolari come:

  • L’insegnamento obbligatorio della lingua russa dalla quinta elementare
  • L’insegnamento di economia domestica (Zajęcia praktyczno-techniczne) dalla sesta all’ottava classe elementare, dove veniva insegnato in egual modo a maschi e femmine a cucire, cucinare e fare lavori manuali (ad esempio falegnameria di base)
  • L’insegnamento di cittadinanza (Wychowanie obywatelskie) alle superiori, dove veniva insegnato in egual modo a maschi e femmine a sparare, indossare maschere antigas, tecniche di autodifesa o la Costituzione.

Non vi era l’insegnamento di religione, per cui bisognava andare in chiesa 2 volte a settimana.

La scuola iniziava sempre il 1° settembre e terminava il 24 giugno, ad eccezione dell’ottava elementare che finiva due settimane prima per permettere agli studenti di svolgere gli esami di ammissione a liceum e technikum; o nel caso dell’ultimo anno di superiori che finiva ad aprile a causa della maturità, che veniva svolta nei primi giorni di maggio (ad eccezione della szkoła zawodowa che non aveva un esame finale).

Inoltre, a gennaio, gli studenti di tutta Polonia festeggiano ancora oggi la Studniówka (i nostri 100 giorni) con abiti eleganti, balli e molto altro.

L’esame, presieduto da una commissione composta dal preside, 3 commissari interni e 2 esterni (da tutta la regione), era suddivisa in 5 prove:

  • 1° prova: scritto di polacco (da svolgere una traccia su 5 fornite)
  • 2° prova: scritto di matematica (composta da 3 esercizi di matematica e 2 di geometria)
  • 3° prova: orale di polacco
  • 4° prova: orale di matematica
  • 5° prova: scritto oppure orale di una materia a scelta

Subito dopo la maturità vi era il servizio militare obbligatorio di 2 anni per tutti i giovani maschi, o di un solo anno se svolto dopo l’università; università che anche oggigiorno è gratuita per tutti, dalla durata media di 4 anni.

Finiti gli studi o il servizio militare tutti i cittadini ricevevano il nakaz praci (obbligo di lavorare), con annesse opzioni lavorative fornite dal governo.

Insieme al posto di lavoro veniva fornita gratuitamente un’abitazione, solitamente in un condominio, con annessa cantina privata e soffitta comune (inoltre, nel caso dei condomini più vecchi, vi era una rete sotterranea di rifugi anti-bombardamento). 

Nel caso in cui qualcuno desiderasse cambiare lavoro, vi era la possibilità di farlo una volta al mese.

La gerarchia degli stipendi era stabilita in base all’anzianità del lavoratore, e nel caso di disabilità o infortuni vi era una pensione d’invalidità, seppure fosse possibile ottenerla solo con un minimo di 5 anni di lavoro alle spalle.

La maternità di base consisteva in 26 settimane pagate, ma vi era anche la possibilità di stare in ferie (senza però un compenso) fino ai 5 anni del bambino; in entrambi i casi il datore di lavoro era obbligato a riprendere al lavoro la neomamma. 

Parlando di ferie, dopo il primo anno di lavori si avevano 17 giorni di ferie pagate, giorni che arrivavano a 26 dopo 5 anni di lavoro; in entrambi i casi le mamme avevano 2 giorni di ferie pagate in più.

L’età pensionistica obbligatoria invece, era 65 anni per gli uomini e 60 per le donne.

Lo stato incoraggiava molto i propri cittadini alla formazione di nuovi nuclei familiari (ed alla procreazione di forza lavoro per il futuro).

Un caso particolare (e piuttosto divertente), era la Kara Bykowa, una tassa che tutti gli uomini dovevano pagare se, raggiunti i 25 anni, non si erano già sposati.

Un esempio di incentivo statale era il Fundusz Socialny, un fondo fornito ai cittadini per pagare vacanze e attività di svago; cosa fatta anche dalle aziende per i propri lavoratori (come nel caso delle colonie per i bambini nei periodi di vacanza).

Vi era anche il libretto della salute, con cui bisognava andare a fare le vaccinazioni, tutte obbligatorie e gratuite.

Dopo scuola i bambini andavano nei parchi pubblici, lì giocavano a nascondino (anche nei rifugi sotterranei, dove però spesso i più grandi si nascondevano a fumare).

D’inverno invece si giocava con vari giochi da tavolo come domino, chinczyk, bierki e altri.

Le televisioni erano rare, e quindi per vedere i cartoni animati che venivano riprodotti solo di sera ci si riuniva in casa di chi ce l’aveva.

Per lo svago dei più grandi invece c’erano cinema, circhi e club sportivi.

Non mancavano di certo i luoghi “occidentali”, come la prima pizzeria di Kielce, aperta nel 1978 sulla via Sienkiewicza.

Per poter fare la spesa invece bisognava avere una kartka żywnościowa, tipologia di tessere distribuite ad ogni cittadino una volta al mese e, seconda del lavoro (manuale o d’ufficio), le quantità cambiavano.

Le tessere erano necessarie per acquistare tutti i beni di prima necessità come carne, farina, zucchero, prodotti per la casa; ma anche per prodotti come sigarette, alcol (una bottiglia di vodka al mese), dolciumi ecc.

Invece, nel caso di televisori, macchine ed altri prodotti più singolari si andava in negozio e ci si prenotava per quando sarebbe stato disponibile e si prendeva ciò che arrivava (ad esempio se compravi delle piastrelle, il colore lo scoprivi solo quando te le portavi a casa).

Queste tessere furono introdotte nel 1981, in seguito ad una pesante carenza di prodotti (ad esempio nei supermercati spesso si trovava soltanto l’aceto), dove i negozi distribuivano ciò che arrivava.