Civic Hacker: un “innovatore senza permesso”

LA FIGURA DELL’HACKER CIVICO

Il termine Hacking deriva dall’inglese “to hack” che vuol dire “intaccare” e, solitamente, lo si sente nominare negativamente quando avvengono attività illecite di pirateria, atti di vandalismo o violazione in rete.
Esiste però anche il lato “buono” dell’hacking che pochi conoscono ma che al giorno d’oggi ha un gran valore nella società: il cosiddetto “Civic Hacking“. Tale pratica consiste nel raccogliere soluzioni alternative per risolvere un problema a favore della comunità e, quindi, interessa un grande numero di persone. Gli hacker civici mettono a disposizione le loro conoscenze in ambito informatico, digitale e tecnologico per aiutare i cittadini a risolvere i problemi.

Concretamente, l’approccio del civic hacker si traduce in un concetto molto semplice che si può riassumere in questa frase: innovation without permission. In altre parole, tale figura crede che alcuni problemi siano sufficientemente importanti da doversene fare carico in prima persona. Prende quindi l’iniziativa autonomamente per sperimentare soluzioni alternative, cambiare ed innovare i sistemi già messi a disposizione dalle Pubbliche Amministrazioni, o crearne di nuovi.
Il suo contesto naturale è quindi l’Open Government.
La sua filosofia è la collaborazione.
La sua pratica si svolge in un’ottica di rispetto, Cyber security e tutela della privacy.

A livello mondiale uno dei maggiori campi di attivazione delle comunità di civic hacker riguarda le situazioni di emergenza

Covid19Italia.Help

Un portale dedicato alla raccolta di informazioni, segnalazioni da parte dei cittadini, iniziative solidali, consegne della spesa a domicilio, raccolte fondi, sostegno psicologico, ma anche fake news da cui proteggersi è “Covid19Italia.Help”, fruibile all’indirizzo: https://covid19italia.help/.
Qui diversi volontari condividono preziose informazioni riguardo alla pandemia mondiale di Coronavirus in atto nel 2020.
Tale progetto è no-profit e coperto dalla licenza CC-BY 4.0. Open Data.

Terremoto Centro Italia

Il progetto italiano “Terremoto Centro Italia” avviato nell’agosto del 2016 e tutt’ora in corso, è partito da un’organizzazione no-profit di programmatori, giornalisti e comuni cittadini volontari, allo scopo di raccogliere tutte le idee, i problemi e i suggerimenti dei cittadini delle zone colpite dai diversi terremoti del centro Italia, di renderli disponibili a tutti gli altri concittadini ed infine di interloquire con la Pubblica Amministrazione per cercare di risolverli, volendo così evitare che succedano altre grandi catastrofi come quelle degli anni precedenti.
Si tratta di un’idea che potrebbe salvaguardare la vita di molte persone: https://terremotocentroitalia.info/.

NOI, STUDENTI, CITTADINI DI OGGI E DI DOMANI

In definitiva, il modello del civic hacker è un esempio positivo di cittadinanza attiva e responsabile.
Anche noi, nel nostro piccolo, possiamo contribuire costantemente al miglioramento della nostra comunità.

Cool Guys & Bollicine